Il Bambù

Applicazioni & Caratteristiche  

“……….La pianta di bambù è l’oro verde dell’uomo povero: una persona può sedersi in una casa di bamboo sotto un tetto di bambù, su una sedia ad un tavolo fatti dello stesso bambù, con un capello di bambù sulla sua testa e sandali di bambù ai piedi…… Potrebbe attraversare un ponte sospeso costruito esclusivamente col bambù, bere acqua da una tubatura in bambù, ed asciugarsi il viso con un fazzoletto, ottenuto con le fibre di bambù……….” (Atal Bihari Vajpayee, ex primo-ministro dell’India).

    Questa considerazione descrive efficacemente la funzione economica del bambù per milioni di esseri umani. Parlare di economia del bambù assume una dimensione nuova e planetaria. Oggi l’utilizzo dei differenti derivati del bambù rappresentano una valida alternativa sostenibile al tradizionale utilizzo del legname.

    Il Bambù è una pianta perenne che presenta una crescita rapida con elevata produzione di biomassa, inoltre il bambù è ancora diffusamente utilizzato per la costruzione di abitazioni e non solo: esso infatti viene impiegato con successo per costruire case, ponti, mobili, laminati, pavimenti, materiali compositi.

    Le proprietà fisiche e meccaniche del bambù risultano, ad un’analisi delle sue caratteristiche strutturali, del tutto comparabili con quelle di altri materiali correntemente usati nelle costruzioni occidentali: acciaio, calcestruzzo, legno e leghe di alluminio. Il bambù cresce naturalmente, senza bisogno di sostanze particolari nel terreno e non necessita trattamenti chimici. Inoltre per la sua coltivazione non servono grandi mezzi o particolari attrezzature.

Il mercato del bambù vanta di più di 1500 applicazioni nonché di un livello di occupazione pari a 600 milioni di persone

    Il bambù, nonostante le apparenze, non è un albero, ma una particolare tipologia di erba. In natura ne esistono circa 1300 specie, di cui 300 sviluppano un tronco legnoso con le medesime caratteristiche del legno. Di queste, le specie commercializzate sono circa 100, tra cui la più importante è la specie all’oggetto del presente progetto: la Phyllostachys Pubescens, detto Moso o più semplicemente “bambù gigante”. Il germoglio (anch’esso commercializzabile) necessita dai 2 ai 3 anni per maturare ed il Moso raggiunge nell’arco dei successivi 2-4 mesi un’altezza di circa 20 metri fino a sviluppare una struttura legnosa.

Biodegradabile al 100% il bambù è dotato di naturale caratteristiche antimicotiche ed antibatteriche (bambù kun) per cui non necessita di pesticidi ne di erbicidi.

L’apparato radicale supporta il consolidamento e il rimboschimento delle scarpate, prevenendo frane e smottamenti.

Elaborando i nitrati, il bambù contribuisce a mantenere pulite le acque di fiumi e laghi

Contrasta l’effetto serra grazie all’elevato assorbimento di anidride carbonica: un bosco di bambù è in grado di catturare fino a 17 tonnellate di carbonio per ettaro all’anno

Rispetto ad una stessa area composta da alberi ,produce fino a 20 volte la quantità di legname.

Previene il dilavamento del terreno grazie all’ottima capacità di trattenere l’acqua, evitando, in caso di forti piogge, pericolosi ingrossamenti di torrenti e fiumi. Questa capacità permette inoltre alla pianta di resistere ad eventuali periodi di siccità più o meno lunghi.

Il bambù trasforma gli inquinanti (compreso l’azoto ed i metalli pesanti) in biomassa;

Ideale per bonifiche ambientali grazie alla capacità di contrastare l’inquinamento del suolo ed atmosferico

…Alcuni prodotti commerciali derivati dal bambù

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