Le cifre dicono che stiamo entrando nell’era del bambù: nel 2004 la Cina ha esportato bambù destinato all’industria tessile per circa un milione di dollari e nel 2006 è arrivata a 10 milioni di dollari. Un’azienda olandese (Plyboo) specializzata in parquet, impiallacciature e tavole di bambù, ha aumentato il suo volume d’affari, dal 1993 al 2006, di ben ottanta volta passando da 150′000 a 12 milioni di euro ??

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Una ricerca del Centro tedesco per l’informazione sul bambù rileva una crescita del giro d’affari tra il 10 e il 20% ogni anno per le aziende specializzate in bambù, nonostante i player del settore siano sempre in aumento e di conseguenza l’offerta.
Analizziamo il mercato italiano : Crespi, un’industria tessile piemontese produce da alcuni anni stoffe in fibra di bambù, può contare, secondo Francesca Crespi, su “una buona richiesta del mercato estero”, ragion per cui  questa l’azienda ha creato una linea di abbigliamento interamente in stoffe realizzate con questa pianta poliedrica.

Nei paesi più attenti all’ambiente il bambù è almeno per adesso, molto più presente che da noi.Ci sono svariati motivi per considerare attraente questa pianta agli occhi degli ecologisti. Innanzitutto si tratta di una pianta che ha una crescita rapidissima, fino a 60 cm al giorno. Cresce in quasi tutti i climi e ne esistono circa 1300 varietà. La sua coltivazione non richiede alcun intervento antiparassitario o di concimazione. E’ un materiale leggero e flessibile, con la parte esterna più dura del legno di quercia (ecco perché è ottimo come parquet). Una volta tagliato ricresce subito, e proprio per queste rapide tempistiche è più ecologico utilizzare bambù al posto del legno. Chi produce o vende tessuti e filati di bambù si dice entusiasta per la coloritura lucida e brillante, simile alla seta ma più morbido e le qualità antibatteriche, oltre naturalmente per l’assenza di inquinanti da pesticidi. E’ un materiale particolarmente indicato per la realizzazione di calzini ed intimo (spesso made in Germany). Si possono trovare nei negozi specializzati in abbigliamento di fibre particolari come di canapa. Ma rispetto alla canapa, il bambù è più economico.
A parte il mondo dei tessuti, il bambù è un materiale che si presta ad un’incredibile varietà di usi e lavorazioni e il suo utilizzo sta letteralmente esplodendo: per la fabbricazione di filati e tessuti, di carta, di mobili, di parquet, di vario materiale edile e di oggetti in legno come fiammiferi o attrezzi per la cucina. In Cina (e non solo ultimamente)  i germogli di bambù fanno parte del menu quotidiano  come da noi la pasta e negli ultimi anni questa pianta  è stata utilizzata per la preparazione di birra, grappa, té e vari medicinali contro disturbi e mali di stagione e per fabbricare i classici bastoncini per mangiare .Come se non bastasse , con il bambù si costruiamo ponti, biciclette, case, strumenti musicali. Nei paesi dell’ Africa la struttura delle case di terra cruda viene fabbricata con i tronchi di bambù e in America , prende sempre più piede l’utilizzo del bambù come sostituto dei tondini di ferro nelle colonne di cemento armato.

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